Per i migliori, quelli che ci vogliono insegnare come vivere
9 AGO 20

Date le analisi che tutti condividono: gli italiani sono individualisti perstoria, costume, abitudini e, forse per necessità, sono sostanzialmenterestii e diffidenti verso le regole e le leggi, ingovernabili, si potrebbeconcludere, perché non hanno alcun senso della cosa pubblica e del benecomune, non si vede quale realistico spazio di manovra potessero avere leriforme del Cav., che avrebbero coinvolto tutti quegli italiani, anche i suoielettori. Da noi le riforme sono intese come un travaso di vantaggisettoriali, mai considerate come un vantaggio per tutti. Arrivano tempi durianche per l’assetto politico bipolare che il Cav., con merito, hacostruito. Dal 1994 gli italiani, votando, possono indicare apertamentequale governo vogliano. Ma non è stato sufficiente. La sovranità delpopolo, così chiaramente manifestata e di cui il governo èl’espressione, viene, secondo costituzione, traslata nei procedimentidella repubblica parlamentare e, secondo vulgata, richiamarvisi diventapopulismo. Non c’è costituzione materiale che tenga: Carta canta. Ancora,le lobby di potere, da quelle economiche a quelle religiose, da quellemilitari a quelle sociali, da quelle finanziarie a quelle industriali, daquelle istituzionali a quelle editoriali, sono presenti in ogni societàorganizzata. La politica e le lobby sono soggetti paritari che lavorano inparallelo e formano insieme le portanti del sistema, nell'accorto rispettoed equilibrio dei rispettivi ruoli. Con buona pace degli ineffabili amantidell'utopistico paradiso etico. Oggi, in Italia, nel loro insieme le lobbysono arrivate a condizionare la politica fino al punto di prenderne il postoe il compito. La tapina dove può trovare la forza, progettuale, culturale emorale per contrattaccare? Continua a sbudellarsi coscienziosamente al suointerno. Il suo esercizio preferito. Non ha testa per capire che le lobbystanno, benevole, ad osservare. Non ha molta importanza quale parteprevarrà. Dovrà sempre passare da loro.